Energia e inquinamento

Senza energia elettrica il nostro paese, come ogni altro paese detto “avanzato”, non esisterebbero così come li conosciamo.
E pertanto, se non si vuole rinunciare a coltivare, trasformare i prodotti, alimentare l’industria e usarla per attivare tutti gli utilizzatori di uso quotidiano (smartphone compresi), questa benedetta energia è necessario produrla ed, essendo insufficiente rispetto al fabbisogno interno, occorre anche acquistarla altrove.
Purtroppo, l’energia elettrica in Italia è in gran parte prodotta dalla combustione di grandi quantità di petrolio, carbone o gas in centrali termoelettriche tradizionali mentre quella che acquistiamo arriva per lo più dalla Francia, in cui oltre il 70% della produzione proviene da energia nucleare.
Il fatto che gran parte della produzione di energia in Italia rimanga legata alle centrali termoelettriche implica la gestione di diversi problemi, non ultimo quello ambientale.
Purtroppo, nonostante le diverse ragioni e le complesse posizioni che fra loro si confrontano e si interrogano sul futuro dell’energia, non si riesce ad imboccare seriamente una strada. Così, si pensa tutto e il contrario di tutto. Si indicano prospettive che sembrerebbero essere la panacea di tutto, per poi scoprire che così non è.
Intanto tutto, disordinatamente, procede con grave danno per l’ambiente e chi quest’ambiente lo vive.
È vero, la realtà che viviamo è assai complessa e, proprio per questo, le decisioni che riguardano il futuro dovrebbero essere valutate opportunamente, evitando di soddisfare esigenze speculative legate ad un interesse particolare a discapito del bene comune. Decisioni che pur apparendo immediatamente funzionali sono invece portatrici di conseguenze che potrebbero gravare, per anni, su tutti.
Portiamo qui un solo esempio ma altri se ne potrebbero fare.
S’immagina, in alternativa alle attuali autovetture, essere una soluzione l’utilizzo delle auto elettriche, con tutto ciò che questo implica in termini d’investimento prima e di gestione dopo: la produzione delle auto, delle sue componenti e la totale messa in opera della rete di “rifornimento”.
Si dice: così non inquiniamo.
Ritorniamo così in testa a questo scritto e sorgono alcune domande:
dove prendiamo l’energia per alimentare questo parco auto?
Diminuiamo l’inquinamento nei centri urbani e lo spostiamo dove?
Anche se di nuova generazione, e quindi di maggior durata, come e dove andranno smaltiti gli accumulatori di questi nuovi vettori?

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