Pesticidi sull’ortofrutta? Sì, ma nella misura giusta…

Si conferma la bontà dell’agricoltura biologica con l’assoluta assenza nei prodotti di residui di pesticidi, lo afferma Legambiente nel rapporto annuale “Stop pesticidi”, presentato o scorso 18 febbraio. Dal Rapporto viene fuori un quadro complessivamente positivo.
L’ortofrutta italiana, rispetto a quella d’importazione, nei due terzi dei prodotti esaminati risulta non avere residui. Un terzo, pur nei limiti, presenta tracce di pesticidi e nella misura dello 0,5%, quella italiana, è fuorilegge per eccesso di pesticidi. Percentuale che, nei prodotti di provenienza estera, giunge al 3,9% dei casi.
Nonostante i numeri sembrano fornire un quadro sostanzialmente positivo qualche ombra si manifesta se s’indaga l’aspetto del “multiresiduo”, la stessa Legambiente lo sottolinea.
Per la legislazione europea la presenza di residui di pesticidi è misurata singolarmente, così che in molti prodotti, pur essendoci la presenza di residui di più sostanze, non superando singolarmente i limiti di legge, gli stessi risultano essere a norma.
“A norma”, nonostante sia noto da anni, lo stesso Rapporto lo dice, che “le interazioni di più e diversi principi attivi tra loro possano provocare effetti additivi o addirittura sinergici a scapito dell’organismo umano”
Pensate, su alcuni prodotti provenienti dalla Cina sono stati trovati residui di 25 sostanze diverse. Tutto regolare per la legislazione europea, in quanto ogni singola sostanza si presentava sotto i limiti di legge. Ognuno, ovviamente, spera che questi prodotti non siano capitati sulla propria tavola. Ma difficilmente con certezza lo sapremo.

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